mercoledì 2 aprile 2014

Grands Jours de Bourgogne 2014

Chiunque si trovi a dover valutare un annata nelle prime fasi della sua evoluzione, sa bene che è molto difficile. Infatti il tempo resta il miglior giudice, quando rende straordinarie annate che ai primi assaggi vengono considerate "minori" e, quando al contrario, un annata reputata grande alle prime battute, si rivela molto meno grande di quello che si immaginava.
Fatta questa doverosa premessa, il Grand Jours de Bourgogne resta un evento irrinunciabile per ogni appassionato di vino: ogni due anni, a marzo, una settimana di degustazioni itineranti nei vari comuni della Cote d'Or coinvolge addetti ai lavori provenienti da ogni angolo del pianeta per valutare l'ultima vendemmia in uscita.
Estesa lungo una striscia di terra che va da Digione a Lione in direzione nord-sud, la Borgogna è terra di grandi vini e grandi vignerons. Terra di antichissime tradizioni vinicole risalenti ai tempi dei romani (e forse prima dei celti), trova nel tempo nei monaci delle sue abbazie i depositari della tradizione vinicola
La proprietà è qui estremamente parcellizzata, a differenza dei grandi chateaux bordolesi, con conseguente grande presenza di aziende vinicole medio-piccole (l'unica eccezione è rappresentata dal Clos de Vougeot).  
Credo che qui più che in altre parti del mondo, si abbia una vera e completa identificazione tra vino e territorio: il vino non solo prende il nome dal posto dove è stato fatto, ma vi si identifica in modo perfettamente simbiotico, il luogo e il vino non si distinguono più. "Voi fate pinot noir, noi Gevrey-Chambertin" è una frase che racchiude il senso del "terroir", così francese, e qui in Borgogna, espresso in modo assoluto.
A rimarcare ancora più questo concetto, anche la classificazione dei cru avviene in base al vigneto (e non all'azienda come a Bordeaux), distinguendo in ordine decrescente: Grand Cru, Premier Cru e Village, da cui si traggono le denominazioni Comunal e Regional.
Non sottovaluterei infine, la grande abilità in cantina dei vignaioli borgognoni, l'uso diffuso della malolattica e dell'affinamento in legno (loro lo chiamano "elevage" nel senso che il vino deve migliorarsi senza snaturare la materia prima); il passaggio a forme di agricoltura biologica, con vari livelli di integralismo, ma comunque con il tratto comune del rispetto della natura. E' qui arriva un altro elemento fondamentale nella storia del vino borgognone: il vigneron borgognone è rimasto ancora contadino, persona che vive in semplicità e simbiosi con il territorio, tenace e rispettoso della tradizione, non ancora trascinato da chimere commerciali e consumistiche.
Passando ai vini, direi che l'annata in questione (2012) l'ho trovata già avviata, nonostante molti vini non fossero ancora in bottiglia, e gli altri lo erano da poco tempo; quindi bisogna mettere in conto una fase di affinamento ed equilibrio. In generale, vini succosi, materici, strutturati (anche in alcuni casi tra gli Chambolle e i Volnay), già piacevoli alla beva. 

Gevrey-Chambertin
Se c'è un denominatore comune in questi vini, sicuramente è la potenza muscolare e la ricchezza della struttura. Maschile e autunnale, senz'altro meno austero di Nuits-St-Georges, ma più forte e solido di uno Chambolle-Musigny. Diventa comunque difficile trovare un carattere simile  perchè c'è molta varietà di fattura tra gli Chambertin, forse più che nelle altre denominazioni. A volte molto tannico (Latricieres), a volte più aggraziato e fruttato (Chapelle e Mazoyeres), altre più sontuoso (Clos de Beze), lo Chambertin sembra essere un appelation dalle molteplici sfaccettature. Tra gli assaggi segnalerei Bruno ClairPierre DamoyOliver GuyotHumbert FreresRossignol-TrapetGerard SeguinDomaine de Vieux College, Domaine de Varoilles.

Chambolle-Musigny
Si possono riassumere con una sola parola: eleganza. Sono i vini dal tocco più delicato e sensuale della Cote d'Or; femminili, dolci, ma comunque con una matrice tannica e una struttura che c'è ma non si sente. Meno eterei e più presenti dei Volnay. Oltre ai grandi nomi come Amiot-Servelle, Joseph Drouhin, Bertagna, mi sono piaciuti molto Arlaud, Michelle et Patrice RionChristian Clerget, Armelle e Bernard Rion.  

Morey St. Denise
E' stretto nella morsa tra Gevrey-Chambertin a nord e Chambolle-Musigny a sud. Vive inoltre della grandezza dei grand cru presenti in questa appelation (Clos de Lambrays, Clos de la Roche, Clos de Tart) che paiono quasi oscurare tutto il resto. Meno potenti, ma con un intensità fruttata e croccante, sicuramente più accessibili come approccio di altri grandi pinot noir della Cote d'Or. E' stato impossibile assaggiare i grand cru, praticamente finiti a metà giornata; tra gli altri, eccezionale il Clos de la Roche di Chantal Remy.

Nuits Saint Georges
Vini tannici, materici, dalle note ferrose ed ematiche, decisamente austeri e difficili da interpretare. La struttura e potenza si esprime in maniera diversa rispetto a un Gevrey-Chambertin, nel senso che qui si caratterizza con una matrice più selvaggia. Lenti ad aprirsi, bisogna aspettare che l'evoluzione in bottiglia allinei la matrice tannica e la "addomestichi" dando equilibrio a questi vini. Su tutti George Chicotot, Henri Gouges, Domaine des Perdrix, Thibault Ligier-Belair.

Hautes Cotes
Si tratta della zona collinare alle spalle della striscia ben più famosa dei Premier cru e dei Grand cru che percorre da nord a sud la Cote d'Or. Qui la ventilazione è maggiore ma anche l'umidità. I problemi nel portare le uve a maturazione sono evidenti nei vini di questa batteria, a volte verdi e un pò crudi. Tra gli altri si distinguono Henri Naudine-Ferrand, Lucien Roucault e Anne Gros.

Beaune/Savigny-Les-Beaune/Pernand Vergelesses
Ho preferito accomunare i vini provenienti da queste denominazioni, in quanto qui il pinot nero esprime più rotondità, morbidezza, dettaglio aromatico, vellutatezza nei tannini che in altre appellazioni della Cote d'Or. Certo, si tratta di vini che non hanno la potenza, l'eleganza e la suadenza dei migliori premier e grand cru, ne la loro longevità, ma in alcuni casi si trovano esempi di vini di straordinaria eleganza che meriterebbero lo "status" di premier cru, come per esempio il cru Ile de Vergelesses dell'appelation Pernand-Vergelesses. Simon Bize, Chandon de Briallies, Domaine des Croix, Lois Dufoleur sono i produttori che mi hanno maggiormente emozionato.

Pommard
Vini mediamente più materici e tannici che eleganti. Carnosi e succosi, presentano però molte differenze stilistiche tra le varie espressioni. Ancora un pò scomposti, aspetterei che digeriscano il tannino prima di dare un giudizio definitivo. Sicuramente alcuni premier cru, come Epenots o Rugien Bas sono un gradino sopra gli altri. Meritano tra gli altri Comte Armand, de Courcel, Lejeune, Vaudoisey-Creusefond Domaine de la Galopiere.

Volnay
Etereo, dai colori tenuissimi tanto da sembrare un rosato, eleganza e delicatezza che lo avvicinano allo Chambolle-Musigny. I vini in degustazione però erano tutti abbastanza indietro e molti di loro con un marcato tannino, cosa strana per  questa appelation. Salverei Michel Lafarge e Bitouzet Prieur.


Meursault
Parte da Meursault proseguendo verso sud (Cote de Beaune) la zona dei grandi bianchi di Borgogna: Chardonnay in purezza vinificati in legno (con prevalenza di fusti vecchi per non caratterizzare troppo i vini). Non c'è qui la grande mineralità che caratterizza i Montrachet, ma ritroviamo nei vini maggiore complessità olfattiva, nonchè "grassezza" e opulenza, che a dire il vero non ho trovato predominante nei vini in degustazione. Grande maestria nell'uso del legno quasi sempre perfettamente integrato nel vino. Questi gli assaggi interessanti, con un grandissimo (e non poteva essere altrimenti) Comte Lafon, ma anche Michel Bouzereau, Antoine Jobard, Pierre Morey, Jacques Prieur.

Chassagne-Montrachet/Puligny-Montrachet
Mineralità impressionante, sentori di pietra focaia, figlia di terreni rocciosi, dove lo strato di argilla è ridotto all'osso, sono vini più verticali che orizzontali, anche rispetto agli Chardonnay di Meursault. Percepisci che questi vini hanno una forza mostruosa, soprattutto i Grand Cru (Batard-Montrachet, Criots-Batard-Montrachet, Montrachet, Chevalier-Montrachet, Bienvenues-Batard-Montrachet), che si esprimeranno alla grande dopo un lungo affinamento in bottiglia, e quindi oggi veramente difficili da valutare in tutta la loro grandezza. Philippe Colin, Marc Morey, Jean Claude Bachelet, Francois Carillon, Roger Belland, Vincent et Francoise Jouard sono i nomi che mi hanno maggiormente impressionato. 

In conclusione, ho cercato in questo post di riassumere sensazioni e impressioni (anche se è stato praticamente impossibile annotare tutti i vini assaggiati) di un eno-viaggio che qualsiasi appassionato di vino dovrebbe fare almeno una volta nella vita. Passeggiando tra le stradine del villaggio di Vosne-Romaneè, immergendosi al tramonto tra le vigne di Romaneè Conti, scoprendo il fascino da "nobile decaduto" di Beaune, mi sono sempre più convinto che per capire veramente i vini borgognoni, bisogna "respirare" questi posti, viverli, capire quanto vino, territorio e persone sono qui un tutt'uno inscindibile. 


giovedì 13 marzo 2014

Benvenuta primavera....con la Falanghina Sannio Dop

L 21 MARZO 'BENVENUTA PRIMAVERA CON LA FALANGHINA DEL SANNIO DOP'
CON IL CONSORZIO TUTELA VINI SANNIO E CITTA' DEL GUSTO NAPOLI

Percorso degustazione in quindici enoteche selezionate della Campania
e cena gourmet all'Hotel Royal Continental Napoli con un menù a sei mani

 Napoli e la Campania brindano all'arrivo della primavera con la Falanghina del Sannio. Il Sannio Consorzio Tutela Vini e Città del gusto Napoli insieme per l’evento 'Benvenuta Primavera con la Falanghina del Sannio DOP'.
 Venerdì 21 marzo trenta etichette Falanghina delle aziende aderenti al Consorzio saranno protagoniste delle degustazioni che animeranno quindici enoteche campane selezionate da Gambero Rosso  e di una cena-evento presso il panoramicissimo ristorante TEN situato al decimo piano dell'Hotel Royal-Continental Napoli,  uno degli  spazi  gourmet  nascenti più prestigiosi del lungomare di Napoli.
Sulla terrazza, da cui si gode una vista mozzafiato del golfo, gli ospiti potranno degustare  la poliedricità dei vini Falanghina che sposeranno il menu elaborato a sei mani da Mario Falco (chef executive dell'Hotel Royal Group), Daniele Luongo (chef e titolare del ristorante 'Locanda della luna' di San Giorgio del Sannio) e Giovanni Pastore (chef residente di Città del gusto Napoli). 
Sarà un'occasione unica per scoprire le caratteristiche dei vini prodotti dal vitigno che si caratterizza, tra gli oltre cento autoctoni della regione, come quello che meglio riesce a interpretare la Campania in un calice. Sarà un viaggio sensoriale per coglierne la sua versatilità, i suoi stili e gusti, una festa della tipicità e della biodiversità, forze trainanti della vitivinicoltura campana, baluardi della tutela delle culture territoriali.
 Parliamo di un vitigno che caratterizza fortemente il paesaggio vitivinicolo del Sannio. Per quanto concerne la produzione di uve falanghina atte a vini DOC, sui 1.116,40 ettari rivendicati ad Agea in Campania, la provincia di Benevento ha una superficie di 965,17 ettari; per la produzione di uve atte a falanghina IGP, la provincia sannita ha una superficie di 504,60 ettari su 676,90 ettari totali rivendicati ad Agea. Numeri che si traducono nella quota dell'82% degli ettari rivendicati a falanghina DOP e IGP in Campania.
 Si tratta di un primato non solo di numeri. In questi ultimi anni, grazie al notevole processo migliorativo messo in campo dalle aziende aderenti al Consorzio, i vini Falanghina del Sannio sono i principali protagonisti del salto di qualità che va segnando il sistema produttivo sannita. Un processo confermato soprattutto dai progetti editoriali del settore enologico, che dedicano spazi sempre più importanti alle produzioni del vigneto Sannio, con numerose etichette che arrivano a conquistare anche il palcoscenico delle eccellenze ottenendo i massimi riconoscimenti.
Per consultare l’elenco delle enoteche aderenti al tour è possibile consultare il sito www.gamberorosso
Per info e prenotazioni sulla cena gourmet: Città del gusto Napoli tel.081.198.08.908/900 oppure maileventi.na@cittadelgusto.it

lunedì 24 febbraio 2014

Nebbiolo Prima 2014 - Alba 11-16 maggio

Dall’11 al 16 maggio ad Alba (CN), si rinnova l’appuntamento con le  nuove annate dei tre vini piemontesi organizzato da Albeisa, che presenterà un piano di riforestazione in Kenya

“Nebbiolo Prima”, la manifestazione che porta in scena le più note espressioni del vitigno piemontese sarà all’insegna della sostenibilità ambientale in Africa.

L’anteprima delle nuove annate di Barolo, Barbaresco e Roero, giunta alla quinta edizione, si terrà dall’11 al 16 maggio, presso il Palazzo Mostre e Congressi di Alba. La presentazione dei tre grandi vini delle Langhe diventerà, quest’anno, l’occasione per introdurre al pubblico della stampa internazionale la recente iniziativa di Albeisa per la conservazione della foresta tropicale del Kenya. Il progetto dell’associazione, nato per celebrare i quarant’anni della storica bottiglia albese, mira a finanziare il reintegro di 4000 alberi nella zona keniota di Bore, grazie al supporto dell’organizzazione Tree-Nation.

Novanta giornalisti provenienti da venticinque nazioni si daranno appuntamento nel cuore delle Langhe per degustare le annate Barolo 2010 e riserva 2008,  Barbaresco 2011 e riserva 2009,  Roero 2011 e riserva 2010. Saranno presenti oltre 230 aziende di Langa e Roero per un totale di quasi 500 vini a base Nebbiolo. Questi numeri fanno di Nebbiolo Prima uno dei più importanti eventi internazionali del settore.

L’evento si articolerà in cinque giornate, con una formula rinnovata, che si propone di assecondare le diverse esigenze dei partecipanti, permettendo ad ognuno di scegliere tra un programma leggero ed uno intensivo. Nel primo caso i giornalisti parteciperanno, al mattino, a degustazioni alla cieca di massimo un vino per produttore e visiteranno le cantine nel pomeriggio. Chi sceglierà la seconda opzione invece, avrà la possibilità di prolungare le degustazioni e di assaggiare più di un’etichetta per azienda, ma di visitare una sola cantina.

In questo modo gli ospiti potranno conoscere i vini, i volti e i luoghi delle Langhe, dove il terroir si presenta come un mosaico di espressioni, che si mescolano alla filosofia e alla passione di ogni singola famiglia di viticoltori.
  
Albeisa è stata fondata nel 1973 da un’idea di Renato Ratti con l’obiettivo di identificare attraverso un contenitore unitario, una bottiglia dalla forma unica e speciale, le migliori  produzioni di Langa. E’ un’associazione non a scopo di lucro, la cui finalità principale è la promozione e la valorizzazione dei vini dell’albese. 

giovedì 13 febbraio 2014

Terre di Toscana 2014


TERRE DI TOSCANA
L'evento de L'AcquaBuona
2-3 MARZO 2014, UNA HOTEL VERSILIA
LUNGOMARE di LIDO DI CAMAIORE (LU)

La più prestigiosa edizione di Terre di Toscana sta per aprire i battenti. Una selezione di livello assoluto nel ricco panorama della vitivinicoltura toscana.
130 produttori personalmente presenti, 600 etichette in assaggio, vecchie annate, accurata selezione di specialità gastronomiche, grandi cuochi in azione.

Tutti gli dettagli sul sito espressamente dedicato all'evento: www.terreditoscana.info

Ecco qua il prestigioso parterre: Vini e vignaioli

Un grande fine settimana in Versilia ospitati nel prestigioso UNA Hotel (sede della degustazione); unpacchetto che comprende pernottamento e ingresso a Terre di Toscana:


Informazioni: 335.6814021 - 339.1177267 - 328.6486660

I Grandi Terroir del Barolo - Go Wine

Torna l’evento di Go Wine con un week-end tutto dedicato al Barolo
I GRANDI “TERROIR “ DEL BAROLO
Anteprima Barolo Castiglione Falletto 2010 e Barolo Serralunga 2010

Venerdì 25 – Sabato 26 – Domenica 27 aprile 2014
  
Si annunciano le date dell’edizione 2014 de “I grandi terroir del Barolo”, evento ideato da Go Wine nel 2010 e promosso in collaborazione con la Cantina Comunale di Castiglione Falletto e la Bottega del Vino di Serralunga d’Alba: anche per questa edizione sarà possibile trascorrere un week-end unico e ricco di appuntamenti che porterà il pubblico a conoscere “sul campo” la nuova annata di uno dei più grandi vini del mondo.
I giorni sono quelli di venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 aprile: le due botteghe ospiteranno ognuna il banco d’assaggio dei diversi cru che caratterizzano i Comuni di produzione, confermando il format di un evento che esalta la ricchezza e l’articolazione dei terroir del Barolo di due importanti Comuni del disciplinare, individuando momenti di promozione e approfondimento della nuova annata.
E’ una vera e propria anteprima, un’occasione unica per gli enoappassionati che possono approfondire le loro conoscenze durante i momenti di degustazione, ma anche per i curiosi che vogliono conoscere meglio segreti e caratteristiche di un grande vino come il Barolo, apprezzare la ricchezza e unicità dei terroir del vitigno nebbiolo.
Il programma prevede banco d’assaggio, degustazioni di approfondimento, possibilità di visite in cantina, abbinamenti enogastronomici nei ristoranti della zona.
Inoltre, le strutture ricettive dei singoli paesi realizzeranno proposte mirate per l’occasione e per fornire un’accoglienza indimenticabile nella Langa del Barolo.

Un week-end…o una giornata nella Langa del Barolo per un evento esclusivo!

Tutti gli aggiornamenti ed il programma nei prossimi giorni sul sito www.gowinet.it


Per info: Go Wine - Alba tel 0173 364631 fax 0173 361147

martedì 11 febbraio 2014

Appunti di degustazione

Oggi volevo provare a fare un resoconto di una interessante degustazione svoltasi ieri sera. 
A fare gli onori di casa, nella sua enoteca Rosso 19 a Piverone, l'amico Camillo Favaro, noto produttore di erbaluce nonchè profondo conoscitore della Borgogna.
Il tema della serata erano i vini di Bolgheri, zona ormai affermata a livello internazionale, diventata come una seconda Bordeaux per l'utilizzo di vitigni internazionali come cabernet, merlot, syrah, ecc., del taglio bordolese e del sapiente elevage in legno, ma con lo stile italiano e sullo sfondo della splendida costa toscana, con i pioppi di carducciana memoria, il bellissimo golfo di Baratti e i resti etruschi di Populonia. 
Vini dal gusto piacevole e internazionale, che magari non esprimono tipicità locali, tipo sangiovese & co., e per i quali è stato coniato anche il nome "Supertuscan". 
La presenza qui di terreni sabbiosi e di origine alluvionale della maremma toscana sembrano essere la base per la "costruzione" di vini longevi, molto longevi. 
Inoltre, la vicinanza alla costa rende poi il clima particolarmente mite e temperato con una buona ventilazione che favorisce la maturazione delle uve e sentori di macchia mediterranea e marini molto facili da ritrovare nei vini di questa zona. 
Il sapiente uso della diversa maturazione vendemmiale del cabernet e del merlot come in ogni taglio bordolese che si rispetti fanno infine il resto.
Prima di fornire alcune notazioni sui vini degustati durante la serata, mi è doveroso fare una premessa: siamo comunque al cospetto di grandi vini, tutti realizzati con maestria e sapienza. Resta difficile quindi a volte non essere banali, e per cercare di non esserlo voglio provare a descrivere le sensazioni che questi vini mi hanno trasmesso...o almeno ci provo! 

Sassicaia 2006 - Tenuta S. Guido
Su questo vino sono stati scritti fiumi di parole, è il vino che ha dato il LA alla Bolgheri vinicola...sinceramente quello che mi ha impressionato (e non al primo assaggio), è lo straordinario equilibrio tra le componenti olfattive e gustative, segno anche di un vino maturo nella sua evoluzione e la delicatezza nell'uso del legno. Nessuna componente prevarica sulle altre, ma tutte si esprimono in modo armonico. Signorile.

Paleo 2008 - Le Macchiole
Intenso e profondo, espressione "didattica" di un cabernet franc in purezza: potente, materico, gioca su note forti e appena tostate, con un vegetale accentuato. Non è il mio vino però ammetto che espressioni così originali di cabernet franc sono difficili da trovare.

Campo al Fico 2010  - I Luoghi 
Nonostante la giovine età, forse tra i vini migliori della serata. Ottimo corredo olfattivo, speziato, balsamico, vegetale, con il cabernet sauvignon (80%) che caratterizza sapientemente il tutto in modo armonico. Tannini vellutati e setosi. Sembra avere già abbastanza digerito i 20 mesi di barrique.

Due Mani 2007 - Due Mani
Devo ammettere che ho trovato un pò difficile decifrare questo vino, anche se in sala è piaciuto molto. Era comunque l'unico della serata a essere prodotto fuori dai "classici" confini bolgheresi, un pò più a nord verso Pisa (Riparbella). L'ho trovato elegante, non eccessivo, molto diverso dall'altro Cabernet Franc in purezza della serata, sarà anche perchè un pò più avanti con l'evoluzione. 

I Castagni 2005 - Michele Satta
Era indubbiamente il vino più "vecchio" della batteria non solo anagraficamente. L'ho trovato un pò spento nel colore, con una evidente terziarizzazione dei sentori e un pò piatto (almeno rispetto agli altri) al sorso. 

Ornellaia 2010 - Tenute dell'Ornellaia
Last but not least....vino ancora in fasce. Ricco complesso olfattivo, balsamico, note di macchia mediterranea, resta un vino che gioca su toni piacioni e aggrazziati, un pò "merlottizzante". In bocca si sente che il legno non è ancora digerito, predomina una rinfrescante acidità. Da valutare in prospettiva...


venerdì 31 gennaio 2014

Concorso "Bere il Territorio" - Go Wine

Ci tenevo a segnalare una iniziativa secondo me molto interessante condotta da Go Wine e finalizzata a premiare giovani scrittori appassionati del mondo del vino. Martedì 4 febbraio si terrà a Torino la premiazione dei vincitori del concorso a cui seguirà una degustazione. Di seguito il comunicato di Go Wine:

Torna la degustazione dedicata al concorso letterario!

MARTEDÌ 4 febbraio 2014
Torino - Starhotels Majestic ****- Corso Vittorio Emanuele, 54
“BERE IL TERRITORIO”
Serata di presentazione e degustazione

Consegna del Premio Speciale “Vino d’Autore” a

Enrico Remmert e Luca Ragagnin

Programma:
Ore 17.00 : Apertura della serata con il banco d’assaggio riservato a professionisti del settore e giornalisti
Ore 18.30 : Incontro con Enrico Remmert e Luca Ragagnin intervistati da Bruno Quaranta
(La Stampa-Tuttolibri) e consegna del premio speciale “Vino d’Autore”
Ore 19.30 - 22.00: Banco d’assaggio e degustazione.
L’Associazione Go Wine dà inizio alle manifestazioni del 2014 a Torino con una serata dedicata al Concorso Letterario Nazionale “Bere il Territorio” e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere l’iniziativa un punto di riferimento per i giovani appassionati al mondo del vino e della scrittura.
Durante la serata verrà consegnato il premio speciale “Vino d’Autore” a Enrico Remmert e Luca Ragagnin, vincitori di questa edizione, che alle ore 18.30 verranno intervistati dal giornalista Bruno Quaranta, del quotidiano La Stampa-Tuttolibri.
A seguire, uno stuzzicante banco d’assaggiodurante il quale sarà possibile degustare la selezione dei vini delle aziende italiane che compongono il comitato sostenitore del concorso e di quelle che sostengono il progetto culturale durante lo specifico evento di Torino.
Le aziende protagoniste del Banco d’assaggio:
Antica Distilleria Sibona – Piobesi d’Alba (Cn); Cantina Sociale di Castagnole Monferrato (At);
Cantine del Barone – Cesinali (Av); Cantine dell’Angelo – Tufo (Av);
Consorzio Tutela Vini Mantovani – Mantova (Mn);
Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave – Soave (Vr);
Gostolai– Oliena (Nu); Montalbera, Terra del Ruchè – Castagnole Monferrato (At);
Planeta – Menfi (Ag); Vietti - Castiglione Falletto (Cn); Ciccio Zaccagnini – Bolognano (Pe).
Il costo della degustazione è di € 13,00 (€ 10,00 Soci Go Wine e associazioni di settore).
L’ingresso sarà gratuito per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine direttamente al banco accredito della serata (prima di accedere al banco d’assaggio).


ATTENZIONE: Per una migliore accoglienza è consigliabile confermare la presenza alla serata ed il numero degli eventuali accompagnatori all’Associazione Go Wine, telefonando al n° 0173/364631 oppure inviando un fax al n° 0173/361147 o un’e-mail a stampa.eventi@gowinet.it entro le ore 12.00 di martedì 4 febbraio p.v..